In presenza del Sindaco e con la benedizione di Don Paolo Canalis Domenica 14 Luglio 2024, in località Vallozzano (via dei casali), è stata ricollocata la Madonnella del tufo in ricordo dell’assassinio di Don Aminto Todini avvenuto nel XIX secolo proprio a quell’altezza, ove ancora oggi vi è una piccola costruzione in tufo ed un’antica croce in bronzo.

STORIA
In questo luogo, nel tardo pomeriggio dell’ 8 Agosto 1876 Don Aminto Todini, Cappellano della Chiesa di Sancta Maria ad Nives, già Arciprete della Parrocchia di San Giovanni Battista, fu mortalmente ferito da un colpo di archibugio sparato a breve distanza dalla mano assassina del nipote Giovanni Battista Todini detto “Caldeo”.
Il colpo raggiunse il prelato in pieno petto con quattro o cinque “veccioni” che gli trapassarono il cuore.
Sepolto nel Cimitero di Vetralla così riporta il suo atto di morte:
” Todini D. Amintus Sacerdos ex Parocus huius ven. eccl. P.lis S. Johannis Bapti.ae F. qm. Augustini et Maria Giulianelli, aetatis sua anno circuite 45, barbara interfectus decessit, ejusque corpus presalutis exequiis in coemeterio Vetrallensis sepultum fuit quorum. Ita est Viventius A. Todini “
Todini Don Aminto Sacerdote ex Parroco di questa venerabile Chiesa di San Giovanni Battista, figlio del fu Agostino e di Maria Giulianelli, all’età di 45 anni circa morì barbaramente ucciso. Il suo corpo dopo il funerale fu sepolto nel cimitero di Vetralla. Così è stato – Vicenzio Arciprete Todini
Monsignor Simone Medichini, cugino del defunto, nelle sue memorie inedite riporta il tragico evento alla data 9 Agosto 1876:
“ Stamane mi è venuta la tristissima notizia che il mio cugino D. Aminto Todini fu ucciso vicino a S. Giovanni mia patria con un archibugiata ieri a sera mentre tornava a casa dalla vigna, un ragazzo al botto sentì gridare: O Madonna aiutami, poi ho saputo che il colpo era al petto, 4 o cinque veccioni gli avevano trapassato il cuore. L’ha trovato la madre circa le ore 3 di notte. E’ carcerato il figlio di Gabriele, fratello dell’ucciso, sopra esso pesano l’indizzi. Fu poi condannato.” (…)
L’assassino incarcerato, il 22 marzo 1877 fu, dalla Corte di Assise condannano a vita ai lavori forzati nel penitenziario di Gaeta :
“ Oggi dalle assise è stato condannato in vita ai lavori forzati Giovan Battista Todini come uccisore dello zio e mio cugino D. Aminto Todini”.
Sul luogo del delitto, in ricordo, fu collocata ed esiste tuttora una piccola croce di ferro.
Giovanni Battista Todini fu scarcerato dopo 30 anni nel 1906, fece ritorno a San Giovanni di Bieda dove morì il 2 aprile 1907.


